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Il fronte casalingo del benessere

Articolo concessoci da GreenUp che ringraziamo.

 

Il fronte casalingo del benessere

 

In appartamento, in ufficio e per le strade il verde riduce il malessere.

Ecco alcuni studi in materia e le piante utili. Dalle felci ai ficus, dal bambolo alla dracena

 

Servizio di GIOVANNI CARLINI

 

 

Un sistema di piante, almeno due per stanza, consente di vivere meglio, riducendo anche l’insorgere di possibili malesseri. Un’affermazione che trova i suoi perché in alcuni studi (ancora pochi!) condotti in primis dalla Nasa e successivamente da centri di ricerca scandinavi, norvegesi e tedeschi. Aprendo un nuovo fronte. 

Mutuato dagli studi della Nasa (l’Ente spaziale statunitense), ricercatori scandinavi hanno trovato la relazione tra il numero di piante presenti in luoghi chiusi e la riduzione di malesseri, cefalee, eccetera e dell’assenteismo sui luoghi di lavoro. Da qui il passaggio si fa diretto per calcolare l’eventuale litigiosità di una coppia in un appartamento che si affaccia su un parco, giardino, aiuola o su un muro di un altro condominio.

Insomma, Di cosa stiamo parlando. Una coppia che vive in un appartamento che si affaccia su un parco o giardino litiga di più o di meno rispetto a  chi vede dalle proprie finestre un’arteria stradale di collegamento urbano continuamente trafficata giorno e notte? Degli studenti avranno un profitto maggiore o minore se la loro scuola dovesse essere inserita in un campus che includa un parco e aree verdi dove studiare in primavera? Un giardino condominiale, organizzato secondo certi criteri alzerà o abbasserà la litigiosità degli inquilini? Un reparto di radiologia con un tasso di assenze medio dal lavoro del 15% contrarrà le malattie del suo personale, se dovesse arricchirsi di piante da appartamento? I quesiti potrebbero proseguire senza limite, ma tutti hanno un denominatore comune: si potrebbe vivere meglio se fossimo a contatto con piante e fiori sui luoghi di lavoro, di transito e nelle nostre abitazioni. E più precisamente, c’è un rapporto diretto tra cefalee, mal di gola, raffreddori, febbri, mal di testa, ansia e senso di soffocamento, con la quantità e qualità di piante d’appartamento (e non) che ci circonda?

Alla fine del 1989 la Nasa ha studiato un sistema di riciclo dell’aria nelle navicelle in orbita, al fine di ridurre il peso e l’ingombro dell’ossigeno necessario a ogni missione. Una diminuzione del carico d’aria necessaria alla sopravvivenza avrebbe significato, a parità di peso trasportato, poter prolungare la missione, abbassandone i costi. La quadratura del cerchio si è ottenuta grazie agli studi del dottor B.C. Wolverton scienziato della Nasa che ha pubblicato: “Top ten plants”. In sintesi lo studio raccomanda: … almeno due piante per 100 piedi quadrati o ancora due piante per piccoli uffici, al fine di purificare l’aria dai gas emessi dal materiale con cui sono costruiti i mobili, quelli provenienti dalla moquette e ciò che deriva dalla vita stessa degli “umani”.  In termini più scientifici, ma ugualmente discorsivi, ci sono in particolare due gas che “vivono con noi in ogni ambiente” e che possono essere assorbiti dalle piante d’appartamento. Si tratta del monossido di carbonio OC e del diossido di azoto NO2 che possono essere gestiti agevolmente da due tipi di piante: la Chlorophytum elatum ‘Vittatum’ e la Scindapsus aureus. La prima ha la capacità d’assorbire 2,68 microgrammi di monossido di carbonio per centimetro quadrato in sei ore, assicurando il benessere a tre persone in una stanza, mentre la seconda solo 0,98 a parità di parametri.

A conti fatti in una stanza d’appartamento basta una pianta di questo tipo, quando in un ufficio ne servono almeno due in rapporto con la cubatura e volume del locale. Ma questi gas da dove derivano e quali sono?

Oltre a quelli indicati, in realtà ci sono tanti altri gas che provengono dalle colle, vernici e dallo stesso truciolato dei mobili. Si tratta dell’ammoniaca, della formaldeide e dello Xylene che possono essere “fissati” dagli stessi microrganismi presenti nel terreno con particolari specie di piante.

Interessanti i risultati ottenuti attraverso l’utilizzo di una particolare felce del tipo Nephrolepis esaltata, detta Bostoniensis, capace di rimuovere sia la formaldeide che lo Xylene, specie dai locali dove sono presenti dei nuovi mobili. A conti fatti, in un ufficio di nove metri quadrati con un’altezza di 2,4 metri se l’aria contenesse 4mila microgrammi di formaldeide servirebbero due felci per rimuoverla, oppure tre piante di dracena.

Chi ha ripreso questi studi e li ha applicati in ambiente lavorativo è la professoressa Tove Fjeld, norvegese, che grazie alla sponsorizzazione dell’ente petrolifero di Stato, ha potuto osservare per quattro anni il comportamento dei dipendenti del reparto di radiologia di un ospedale cittadino.

Ebbene, nel reparto medico l’assenza media per patologie diverse era attestata a un livello pari al 15% della forza lavoro in organico, su base annua. Le assenze del personale paramedico erano riconducibili alle patologie più diverse come affaticamento, mal di testa, gola secca, tosse, influenza e febbre. Posizionando in ogni ambiente e su ogni strumentazione in uso nel reparto di radiologia di piante d’appartamento si è registrato una diminuzione del 10% delle assenze per malattia. Ciò che stupisce è la velocità del cambiamento, ottenuto solo in tre mesi ma confermato su una base di rilevazioni di ben quattro anni.

C’è di più. In Ohio, negli Usa, sono stati catalogati, pianta per pianta, gli effetti connessi sulla persona in un luogo chiuso.

Constatata la tendenza all’isolamento dall’esterno di ogni tipo di edificio per necessità di risparmio energetico, (è una necessità indotta dalla prima crisi energetica degli anni Settanta) si sono ricreate le condizioni da “navicella spaziale-sottomarino” studiate della Nasa, per cui l’apporto di piante d’appartamento ha un’influenza diretta sulla psicologia comportamentale degli umani.

Dal sito www.greenplantsforgreenbuildings.com  di uno studioso americano, il professor MJ Gilhooley, “Media Relations Director”  dell’omonima società, “Green plants” viene un’indicazione preziosa per cui su 50 piante testate, le migliori 10 hanno espresso una più proficua utilizzazione per la purificazione dell’aria e la qualità di vita psichica dell’uomo. La scelta su queste piante è stata fatta anche in base alla loro facilità di crescita e mantenimento in locali chiusi, oltre alla resistenza agli insetti ed efficienza nel rendimento per rimuovere le tossine chimiche dall’aria.

È anche vero, purtroppo, che per ogni tipo di pianta qui indicata non esistano ricerche che sappiano spiegare anche le connesse variazioni sulla linea comportamentale delle persone, se non descrivere un generico cambiamento migliorativo nel rapporto con gli altri. Ciò si traduce sia in un calo della litigiosità,e si quali piante avrebbero questa influenza?nza di un giardino condominiale?  sarebbe meno turbolenta se avesse delle piante i grazie alla migliore ossigenazione del cervello, che in una condizione lavorativa meno afflitta da patologie tipiche del lavoro. Con queste basi si apre un campo di studi per il quale c’è da interrogarsi se un viale alberato in una città, ad esempio, favorisca o scoraggi le aggressioni, come, proseguendo nella riflessione, se la presenza di aiuole, a differenza dei parchi, consenta una riduzione delle azioni di vandalismo. Non ci sono ancora studi che misurino il tasso di litigiosità di una coppia, a seconda della quantità di piante d’appartamento in uso o dell’esposizione delle finestre su un parco, giardino o area verde che sia. Non ci sono neppure delle statistiche che ci possano descrivere se chi vive a contatto con il verde, abbia a sua disposizione, più anni di vita rispetto chi respira smog nel centro città. Indubbiamente si tratta di dati “facilmente immaginabili” ma non suffragati, al momento, da una effettiva ricerca in tal senso. Purtroppo!

 

 

FONDO

ESSENZA PER ESSENZA

Areca palm: è meglio conosciuta come palma gialla o farfalla. Rappresenta la migliore soluzione d’appartamento per rimuovere tutte le tossine interne. L’areca viene mantenuta al massimo delle sue capacità con esposizione ombra-sole.

Lady palm: è una delle più facili piante da appartamento come mantenimento ed è molto resistente ai parassiti. È una delle migliori per la purificazione dell’aria. Cresce lentamente e vuole un’esposizione ombra-sole.

Bamboo palm: questa palma a differenza delle altre, specie nei mesi invernali, quando all’interno dell’appartamento c’è un clima caldo-secco, dovuto al riscaldamento, immette nell’aria una quantità maggiore d’umidità, rendendo più sano l’ambiente.

Rubber plant: particolarmente adatta a rimuovere la formaldeide, oltre le tossine dell’aria già indicate; tollera le temperature tiepide e vive in luoghi ombreggiati. Trattasi di un’eccellente pianta d’appartamento.

Dracena Janet Craig: si tratta di una delle migliori piante per rimuovere la trielina. Anch’essa vive in luoghi ombreggiati, crescendo lentamente.

Edera inglese: utilizzata nell’atrio degli edifici e dei luoghi di ritrovo (club, golf e ristoranti) si presenta ideale come pianta da pensile. Cresce facilmente e si adatta a tutti gli ambienti. Soffre le alte temperature.

Palma nana: cresce poco, ha bisogno di spazi dedicati a se stessa, ovvero senza altre piante, il che le consente di poter svolgere al meglio la sua funzione di rimozione dell’inquinamento dell’aria (in particolare il gas  Xylene). Dura anche decenni. 

Ficus Alii: ha un bel fogliame verde scuro ed è molto utile nella purificazione dell’aria. Resistente agli insetti, cresce con facilità.

Felci: rappresentano uno dei gruppi più vecchi di piante nella storia del mondo. Particolarmente adatta all’eliminazione della formaldeide e dell’inquinamento dell’aria in genere Rilascia umidità all’interno dei locali.

Spathiphyllum: a differenza di tutte le altre piante, produce dei fiori bianchi. Anch’essa rimuove l’inquinamento dell’aria.

 

Box

ALCUNI NUMERI

Le ricerche della professoressa Fjeld attestano un concetto esteso per cui la presenza diffusa di piante, in un ambito professionale, consente una riduzione di alcuni malesseri generici.

 

PATOLOGIA.                                 LIVELLO DI RIDUZIONE DEL FENOMENO

Fatica                                               20%

Mal di testa                                      45%

Dolori alla gola per secchezza          30%

Tosse                                      40%

Pelle secca                              25%

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